Per favore, bloccate quello spot pubblicitario!

Ormai è parecchio tempo che me lo tengo dentro questo pistolotto moralizzante… Fin dalla prima apparizione di questo famigerato spot pubblicitario, ma arrivati ormai all’ennesima puntata, è ora di dire basta! Non ne posso più! Trovo anche sorprendente che nessuno – prima di me – ne abbia fatto notare la sgradevolezza e la bassezza etica, ma forse un motivo ci sarà…
Veniamo ai fatti: un uomo, un personaggio più o meno “famoso”, entra in un negozio di alimentari nel quale la commessa sta servendo un’altra persona. Cedendo al “fascino” del nuovo entrato la stessa smette di servire il primo cliente e comincia a preoccuparsi con zelo del nuovo arrivato; come se non bastasse quest’ultimo vuole acquistare proprio lo stesso prodotto, l’ultimo disponibile, che voleva anche chi veniva prima di lui. La commessa non interviene e dà il prodotto alla star, che – non contento – canzonando simpaticamente la cliente che c’era prima le propone, come gesto di estrema magnanimità, di fare a metà.
Ma siamo pazzi? Ma questa è l’Italia?
A chi piace questo spot? Perché? Analisi, banale: ci si trova di fronte ad una persona che, facendo forza sulla sua immagine, calpesta con maleducazione (ha anche l’accento romano, che è un’aggravante!) i diritti di un’altra (una donna, ma in questo caso le “femministe” non protestano); di una seconda (una donna!) che non sa fare il suo mestiere e, con altrettanta maleducazione, cede alla seduzione della bellezza e della notorietà; una terza, che si trova nel giusto ma che è troppo remissiva, che subisce tutto senza batter ciglio, quasi divertita, cedendo, in ultimo anch’ella, al fascino e alla celebrità della persona che sta compiendo nei suoi confronti un’azione ignobile.
Non ho gli occhi foderati di prosciutto: vedo che spesso intorno a me le cose vanno esattamente allo stesso modo: c’è sempre, infatti, qualcuno che prova a fare il furbo, che salta le file, che abusa del suo potere, che fa passare gli amici davanti a chi invece ha dei diritti, che non fa gli scontrini, che non chiede gli scontrini… Mi rifiuto, però, di pensare che, mettendo in mostra questa brutta faccia dell’Italia un prodotto possa vendere di più. Così, ad ogni passaggio pubblicitario il mio malessere cresce e, sinceramente, non so più bene neanch’io da quale parte stare, quale atteggiamento tra quelli dei tre protagonisti mi urta di più. Il prepotente simpatico, la gattamorta maleducata o la gattamorta cretina? Scelta dura, scelta difficile: pensavo che l’Italia avesse altro da offrire.
Certo, il caro Andrew Howe non provi a fare lo stesso giochetto in un negozio dove ci sono io: con calma e tanta educazione lo inviterei ad attendere compostamente il suo turno… Ovvio, poi, che in quel negozio non mi rivedrebbero mai più!

13 marzo 2012 by: Commenta -
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