Nemmeno il Salone dà speranza a Pré

5 novembre 2011

Con gli occhi di tutti puntati su uno degli eventi principali della stagione turistica genovese, il Salone Nautico, i problemi di altre zone della città appaiono con maggiore nettezza e si impongono all’attenzione di tutti. La città – ormai è un ritornello – è divisa in due: vi è una parte turistica (che va dal Porto Antico a Boccadasse) tutto sommato ben tenuta, curata e sorvegliata e, lì a pochi passi, interi quartieri ghettizzati, spesso abbandonati a sé stessi, nel silenzio scostante dei quali prosperano la mala vita e gli illeciti. Insomma, nemmeno il Salone sembra dare qualche speranza a Prè e ai vicoli che la circondano!

Anzi proprio in questo periodo il quartiere soffre più del solito a causa del paradosso generato dall’evento Salone: in tutta la città l’afflusso di turisti aumenta mentre a Prè, già scarso durante l’anno, viene quasi totalmente interrotto. Il logico concentramento delle forze dell’ordine intorno all’area della Fiera fa sì che la zona, rimasta non presidiata, venga invasa da delinquenti di ogni genere. L’arresto di un noto spacciatore nei giorni scorsi non risolve il problema, anzi lo rende di evidenza pubblica, lo fa manifesto: per uno che se ne riesce ad arrestare molti altri continuano tranquillamente a delinquere. Tutta la via, popolata per la maggior parte da gente di colore e da altri, assai poco rassicuranti, loschi individui, non è certo invitante e il turista che arriva a Genova Principe si affretta ad abbandonare un quartiere che sembra non avere nulla da offrire. Non si percorre via Pré così come non si percorre via Balbi e non ci si affaccia alla Commenda, certamente uno dei monumenti più suggestivi della città.,

Dal disastro non rimane fuori nemmeno il famoso Mercato dello “Shangay”, un tempo meta quasi obbligata dei turisti che visitavanola Superba.Questo, benché sia stato ristrutturato recentemente dalla Civica Amministrazione, proprio come tanta parte dei vicoli che si diramano da via Pré, e sia presidiato da un gruppo di commercianti che lo ama come fosse un figlio, è attorniato da spacciatori di droga, da ambulanti abusivi, da tossici, da clandestini e barboni, da vicoli bui (ma non si possono proprio accendere le luci di quei bei lampioni che gli sono stati messi intorno?) troppo spesso maleodoranti e non troppo spesso visitati dagli operatori dell’Amiu!

Genova rischia così di perdere un’altra grande occasione: quella di mettersi in mostra, di offrire tutta se stessa al visitatore, di riportare il Centro Storico al centro dell’attenzione del turista. È un grave errore, perché è proprio lì, nella Città Antica, che dobbiamo ricercare le ragioni della nostra antica grandezza, che possiamo rinvenire la speranza per far tornare la città agli antichi fasti. I Comitati dei cittadini, comela Vocedi Pré, di cui è fiero paladino Vito Rosacuta, lanciano spesso un grido di dolore (ma anche di speranza) che la città dovrebbe ascoltare e far suo!

13 novembre 2011 by: Commenta -
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