La scuola senza il sabato.

Allora? Cosa si può dire contro l’assurda decisione presa da diversi istituti astigiani (onore a chi ha saputo resistere!) di sopprimere le lezioni del sabato mattina senza rischiare il licenziamento?

Perchè così pare che stiamo le cose: può essere licenziato per giusta causa l’insegnante che, al cospetto dei genitori (e questa è carta stampata!), critica aspramente la scuola dove lavora, dacché tale condotta è suscettibile di provocare gravi danni al decoro e all’immagine dell’istituto scolastico.

Questo il principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza n. 24989 del 6 novembre 2013, che contempera il bene della libertà di parola (quale?), costituzionalmente garantito, con i doveri di fedeltà e correttezza che gravano sul lavoratore in ragione del suo rapporto d’impiego.

Cosa volete che dica allora? Bravi, complimenti a tutti! Ottima scelta: tutela la formazione degli alunni; consente loro giusti tempi di apprendimento a scuola e di studio a casa; favorisce la possibilità di svolgere altre attività extra scolastiche nel corso della settimana (siano esse sportive o culturali); garantisce la possibilità di pasti regolari, a orari regolari, in luoghi adatti; tiene conto della loro capacità di concentrazione; evita un’eccessiva mole di compiti e interrogazioni nella singola giornata; non provoca il probabile azzeramento delle attività integrative pomeridiane; risolve tutti i problemi di natura logistica; garantisce risparmio all’Amministrazione Comunale con conseguente azzeramento della TASI; facilita la partecipazione dei docenti ai corsi di formazione; migliora il rendimento dei docenti che dovranno svolgere più ore di aula ogni giorno… Tutto questo tenendo naturalmente conto degli ambienti caldi, accoglienti, attrezzati, confortevoli nei quali siamo costretti a stare! Bravi!

Soprattutto, poi, quando e dove avrei potuto fare le mie critiche all’Istituzione per la quale lavoro dal momento che non c’è mai stato alcun dibattito tra colleghi (e men che meno tra docenti e Dirigente) in merito a questa scelta?

Liberiamo poi il campo dai fraintendimenti una volta per tutte: la politica c’entra sino a un certo punto! Chi vuole stare a casa il sabato sono i docenti… Almeno avessero il coraggio di ammetterlo!

E ora? Il solito dibattito inutile? Le solite risposte predisposte da “terzi”? Non avete mai voluto confrontarvi, potete tacere anche questa volta!

Buon anno scolastico a tutti, ma ci credo poco…

11 settembre 2014 by: Commenta -
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