L’orribile pala eolica di Mele

«… fin da Pavia si pensa al mare, fin da Alessandria si sente il mare, dietro una curva, improvvisamente, il mare»: la capacità di svelare – in così poche parole – una realtà che alberga vivida nel cuore di tanti e che, pur essendo verissima, non siamo in grado di esporre, la dobbiamo alla poesia di Ivano Fossati, che a questi lampi di lucidità ci ha abituati da tanto tempo. Non so quale paesaggio possa aver ispirato Fossati, ma io ho sempre collegato questo verso ad un’immagine, che credo sia nota a molti Genovesi. Percorrendo in direzione sud l’autostrada A 26, lungo il discesone (occhio al tutor) che ci precipita da Alessandria a Voltri, poco prima dell’autogrill, ecco «… improvvisamente, il mare». Proprio quella tavola azzurra, della quale, già da qualche chilometro, in modo un po’ intuitivo, cominciavamo a percepire la presenza e a sentire il profumo. E oggi? Oggi non è più così: dietro quella curva un’enorme pala eolica; 150 metri d’altezza, lo sfregio agli occhi del padano che scende in Liguria della nostra più bella cartolina di presentazione: il mare! Se ne cantano le lodi: il primo esemplare del genere installato in Italia, coprirà più del doppio del fabbisogno delle abitazioni civili e il 54% di quello dell’intero paese di Mele, i bambini della locale scuola elementare le daranno un nome. Non è finita: la Regione ha già previsto la costruzione di altri quattro impianti in Valbrevenna, a Isola del Cantone, Fascia e Rezzoaglio… Che tristezza! Il rischio che presto le nostre colline, se non anche il fronte mare (perché spesso si sente dire anche questo), saranno invase da campi eolici o di pannelli solari mi terrorizza. A questa nostra moribonda terra di Liguria non restano molte possibilità di ripresa e sono ancora convinto che il turismo sia la miglior carta che il mazzo ci offre: deturpare il nostro paesaggio per ottenere, qua e là, risibili risparmi energetici non mi pare una grande strategia. Comitati spontanei (spontanei?) di cittadini sorgono ad ogni amen per contrastare qualunque progetto che riguardi la boccheggiante logistica ligure, ma nessuno fiata, nessuno si muove per ostacolare l’inquinamento ambientale che, dietro la suadente chimera della produzione di “energia pulita”, minaccia di distruggere la più grande ricchezza che la natura ci ha regalato. Novello Don Chisciotte Quijote mi accingo a combattere la mia battaglia contro i moderni mulini eolici, consapevole della disfatta che mi attende, ma fiero e incurante del silenzio insensibile che mi circonda.

26 settembre 2012 by: Commenta -
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